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Marche / Cioccolato / Storia del cioccolato  
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Storia del cioccolato  
L'oro scuro venuto dalle Americhe
Un piacere tenuto a lungo segreto

Originarie dell'America Latina, le fave di "xocoatl" venivano tradizionalmente consumate dagli Aztechi. I Maya le riservavano ai nobili e consideravano il liquido ricavato dalle fave come bevanda sacra. Dopo la scoperta del Nuovo Mondo, Cristoforo Colombo fu il primo ad assaggiare il cacao (nel 1502), pur non riservandogli particolare interesse. Fu con l'arrivo di Cortez, sulle coste del Messico nel 1519, che il cioccolato cominciò ad acquisire le sue nobili credenziali. Le fave di cacao vennero poi introdotte alla corte di Spagna, dove divenne consuetudine bere la "cioccolata" in ogni momento del giorno. Gelosamente custodito per più di mezzo secolo, il cioccolato finì per conquistare tutte le corti europee e per diventare una bevanda alla moda. Il 28 maggio 1659 apre a Parigi in Rue de l'Arbre Sec la prima bottega del cioccolato.

Durante il XIX secolo il successo crebbe talmente da favorire la nascita dell'industria del cioccolato. Le prime fabbriche furono fondate nel 1824, da Philippe Suchard a Neuchâtel. Nel 1875 egli lanciò anche il cioccolato al latte. 

L'albero del cioccolato

L'albero del cacao presenta un tronco ben diritto, dalla corteccia sottile di colore grigiastro, e produce le cabossidi, contenenti le fave di cacao. Può raggiungere i 15 metri di altezza ma, per facilitare la raccolta, la sua taglia è stata ridotta a 5 o 6 metri al massimo. Ne esistono diverse varietà:

  • Il forastero produce il cacao più comune (7°% della produzione mondiale), dal sapore amaro e dall'aroma forte.
  • Il criollo fornisce un cacao di qualità eccellente, di grande finezza e molto aromatico. La sua coltivazione è in declino, in quanto è poco resistente alle malattie.
  • Il trinitario è un incrocio tra il forastero e il criollo. Produce un cacao fine, di grande resa.

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